Il Trono di Schnitzel – Una struggente storia d’amore

Inviata tramite Corvi Messaggeri dal Corvo dai tre Occhi

 

 

 

 

 

 

Il Trono di Schnitzel – Una struggente storia d’amore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C’erano una volta due castelli sulla stessa collina.

C’erano una volta due re che non si erano mai visti prima.

Uno era il regno dei Cani ed era governato da re Toplu (della famiglia dei Cani da Fiutus)

L’altro era il regno dei Gatti ed era governato da re Suarz (della famiglia delle Schnitzel).

I due re abitavano da soli nei loro castelli: Toplu in quello di Heineken (da pronunciare “ainekken”) mentre Suarz in quello di Birre da Mezzo In Lattina Scadenti Scadute.

I loro sudditi si erano estinti per sfinimento dopo aver assistito ai continui botta e risposta (nemmeno “google Translate” resse lo sforzo) durante le Sagre locali.

Re Toplu tentava invano di mostrare a Suarz l’uso corretto della forchetta e del coltello durante i pasti con epiteti vari.

Memorabile la frase che pronunciò dall’alto del suo scranno “Se ta mangiat quela roba lì ta crepatt!”.

Suarz dal canto suo replicava con domande imbarazzanti inneggianti l’anatomia femminile. Nemmeno CSI Emily Prentiss sarebbe servita per ritrovare il bandolo della matassa che morse il Peto che aspirò il Mone che al mercato Pippo Doninelli comprò.

Tutto molto imbarazzante e incomprensibile..

Un giorno arrivò a lato dei due castelli un cavaliere: Brand Stark (nome di battaglia: Pelata che abbaglia) e che nel bel mezzo di un lungo viaggio per andare a sposare la principessa golosa Brianne Wilson di Tarth (del clan dei Pelleossa e dei Colgate), si era ritrovato con il cavallo azzoppato e aveva deciso di chiedere ospitalità a chi gliela offrisse.

Tentò dapprima una visita a Tyvizz Lannister, noto esperto di ferratura di Zoccoli, ma la domenica è chiuso quindi tentò la sorte nei castelli.

Tra i due castelli non vedeva differenza e scelse a caso il regno di Toplu (..bella idea).

Re Toplu non solo non l’accolse come un ospite ma mostrava addirittura fastidio per il ritardo:

« Era ora! Gratacü! Tal du mi..(xcztjd¬|´~\\@32 >>traduzione cercanSi) » esclamò

« Saranno due anni che ho chiesto un Birrino. Hai chiesto di uscire per fare due passi per mollarne una e non sei più tornato. Hai almeno trovato i Brioschi della Smirci che dovrebbero farmi passare l’eau de Suarz numero 5? Senti, ancora non mi passa » e in effetti prese a flatuleggiare (emettere gas nocivi che invadono rapidamente i luoghi circostanti).

Il cavaliere era stupito ma capì che non era opportuno contraddire il re e decise di stare al gioco.

« Certo Sire ho il Baratto-Nino di Brioschi qui con me e pensavo di prepararle anche un infuso » e tirò fuori dalla tasca qualche ciuffo di dignità di Muschio, qualche pelo isolato di Tox e un pezzo di corazza sfatta di Leo Barsotti, destinato -a dire il vero- al cavallo zoppicante.

E così senza nemmeno accorgersene, il cavaliere Brand Stark rimase a vivere con re Toplu, prendendosi cura di lui e del castello.

Si occupava del giardino, della manutenzione del suo trombone e il mattino gli dedicava dei grattini sulla schiena (Lui permettendo).

Si, perché Re Toplu era convinto che la servitù si occupasse di tutto e diceva così « Lascio ogni mattina l’ordine del giorno alla servitù mentre io mi dedico a importantissimi studi (“Capire Suarz. Mistero. Magia. Fantasia. Assurdità” Tomo di 18 volumi) »  e non si accorgeva invece che ogni mattina quel suo ordine del giorno veniva spazzato via da folate di vento che entravano dalla finestra (era la Sabine).

Senonché una tieTita mattina di primaVero mentre il cavaliere stendeva i panni su uno dei Toxrioni del Castelletti si accorse che dirimPeto qualcuno faceva la stessa cosa.

Non vedeva il viso perché coperto dal bucato steso ma intuiva dalle sotTane (più Tani messi assieme gettati in un fiume, frantumati, dorati in padella e serviti in letto di Piff)  che si trattava di una donna o presunta tale. Fu tentato di parlarle ma non fece in tempo perché la dama fu richiamata in casa da una roboante chiamata. Era il controllore del Treno che ricordava ad Afrika la fermata di Busto Arsizio? No….

Incuriosito nei giorni a venire, il cavaliere prestò maggiore attenzione alla vita che trascorreva nel palazzo a fianco, ora facendo CAPolino, ora sbirciando dalle balconate e così scoprì che proprio come il castello di Toplu anche il vicino era abitato da massimo due persone: una che lavorava e l’altra che sbraitava.

E riflettendo su quanto potesse essere utile fare reciproca conoscenza sia per ragioni di buon vicinato sia per dare un’amicizia nuova, il cavaliere Brand si armò di fiori, doni e si recò al portone a fianco.

Finalmente avrebbe potuto vedere il viso della dama e… quale sorpresa?!?!

La dama era nientetotoxdimeno che la principessa Lollipop di Lauro (direttamente da Sanremo), sua promessa sposa e armata di pantaloni neri da mille e una chiappa. Che felicità! I due si abbracciarono contenti per l’inaspettato ritrovamento anche se subito dopo la principessa prese a dargli dei sonori scappellotti; sì perchè lei aveva dovuto intraprendere quel viaggio allontanandosi da casa proprio per cercarlo vanins:  mancava così poco alle nozze e aveva temuto che gli fosse capitato qualcosa.

Il cavaliere allora le raccontò gli episodi che gli erano accaduti e del proposito di raggiungerla non appena il suo cavallo si fosse ripreso.

« Ma come mai anche tu ti trovi in questo palazzo? »  le chiese il cavaliere.

« Eh anche a me sono capitate tante cose! »  lamentava la principessa.

« Sventurata me! Ho scelto come compagnia le persone sbagliate e nel bel mezzo del viaggio mi hanno abbandonato scappando con la carrozza e i viveri. Mi son ritrovata lunga e distesa con due sans papier vicino ad un capannone del Nebiopoli, la testa sorretta anch’io – come loro – da una spada. Due cavalieri caduti troppo presto. Caledetti mapoccioni! Ho camminato a lungo per giorni e notti fin quando mi sono trovata sulla collinetta e sono venuta a bussare da questo nobile re».

 

« Un re? »  si stupì il cavaliere « Che strano, anche nel mio palazzo c’è un re. Non ho mai visto due re a così breve distanza »

« Ma il mio è un Signor Re! » parlava con vanto la principessa Lollypop

« Pensa che in questo palazzo tutto è fatto di Schnitzelpomfritt, birre scadute in lattina e di BebaBel  e il re Suarz è un caro vecchio signore tanto tanto dolce che il rischio di strafogarsi di dolcezza é elevato (occhi a forma di cuore). I suoi sudditi l’hanno lasciato solo perchè per mangiare impiegava intere settimane»

Il cavaliere scoppiò in una grossa risata tanto che la principessa Lollypop riprese a dargli degli scappellotti.

« Ahi Ahi! » si faceva scudo il cavaliere  « rido perchè il castello di re Toplu invece è fatto di sale e il sapore di Schnitzel è del tutto sconosciuto. »

« Oh invece io! » sospirava la principessa  « cosa darei per una bella Eineken Fresca! »

Allora da gran cavaliere che era, invitò a cena la principessa. Le avrebbe preparato il pesce in crosta di naso stagionato, focaccia jack con verdure, bignè egalité aurelité e una birra da mezzo senz’alcool (per mantenerla sobria al punto giusto). La principessa invece si sarebbe occupata del dolce E per tenere il segreto sul loro incontro, data la suscettibilità dei due re, decisero di cenare al di fuori dei castelli, nel locale segreto di Mastro Piff (accessoriato con camino per i palati più esigenti e le evoluzioni più sorprendenti).

Era una bella serata di primavera, la tavola lussuosamente imBrandita e illuminata dalle luci dei due castelli.

Fu occasione per il cavaliere e la principessa  di rinnovare le vecchie promesse d’amore e di matrimonio.

Ma proprio mentre il cavaliere stava per servire la prima pietanza, sentì chiamare il suo nome:

« Che diavolo ci fai qui fuori invece di lavorare! Non mi hai mica chiesto il riposo mio caro maggiordomo da quattro soldi in padella Findus »

Si trattava di Toplu Nelaca Lamo che era uscito dal castello, cosa che non accadeva da anni. La principessa non diede però il tempo di replicare perchè si alzò e lo accolse con tutti gli onori:

«Sire sia il benvenuto alla nostra tavola. Si accomodi pure al mio posto e assaggi il buon vino e le pietanza che il suo fedele e abile maggiordomo ha saputo preparare. »

Ma mentre Toplu  stava per accomodarsi, una nuova chiamata fece sobbalzare i commensali. Era Suarz che reclamava la sua cameriera:

«Che fine hai fatto questa sera? Possibile che non ti si trova da nessuna parte? »

Questa volta è Brand a non lasciare il tempo di replicare:

«Sire, sia il benvenuto a questo nostro umile desco. Si accomodi al mio posto e venga a gustare questo vino e la pietanza che la sua fedele e abile cameriera ha saputo preparare. »

Ma i due re non la pensavano allo stesso modo perchè vedendosi entrambi coronati cominciarono ad aggredirsi. Il resto è storia recente, degna dei peggiori bar di Caracas ma ve la risparmiamo.

I Re continuarono nella loro incomprensione reciproca. Nemmeno SG Traduzioni ha mai saputo chiarirci la chiara dinamica e l’esatta traduzione del discorso tra i due.

E Brand e Lollypop?? si sposarono e vissero felici.

Leggendari e Contenti.

 

 

 

 

 

 

Nebiopoli 2020

Una grande edizione che ha visto come da tradizione sfidarsi dame e cavalieri nella più disparate discipline. Il Nebiopoli é davvero cambiato (e mi permetto di dire in meglio) e i contendenti non si sono risparmiati nel cercare l’ambito premio della giornata. Una gran giornata dove abbiamo anche avuto l’onore di essere ripresi dalla RSI (con concertino annesso).

 

 

 

 

 

 

Vediamo quindi i vincitori per questa edizione Due Zero Due Zero

a) Eroe del Giorno (a pieni voti): Pluto 

b) Premio Fantasia Gadget e Selfie: Medas No Limits

 

 

 

 

 

 

 

c) Premio Coronavirus: Suarz

 

 

 

 

 

 

 

d) Premio Improponibilità: vi do solo le iniziali N.Z. e B.Q per non metterli in difficoltà

e) Premio Achille Lauro: Lolly – per i suoi pantaloni attillati

d) Premio Playstation (a pari merito): Silvio Tilo Lanzi per la sua interpretazione magistrale di Mario Bros e Gio per quella di Mortal Kombat

 

 

 

 

 

 

 

e) Laura ad Santa Honoré: Il maestro e il suo discorso strappalacrime (su le mani!)

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